![]() |
| Copertina italiana - lo sa il cielo quant'è orrenda. |
The White Family è uno dei romanzi più strani che abbia mai letto finora.
Nonostante la copertina italiana, che trovo in tutta onestà bruttissima, e quella inglese, anche peggio, come si fa a non voler bene a una persona che si chiama Maggie Gee? E' carino, Maggie Gee!
Intendo, è un bel nome.
Ehm.
Secondo me questo libro è strano, dicevo, perché la storia è disturbante. C'è descritto tutto il peggio che ci potrebbe essere in una famiglia: razzismo, omofobia, violenza domestica, ipocrisia, amore così ossessivo da rasentare lo schiavismo; tutto ciò sovrastato dall'ingombrante figura di Alfred White, unico in grado di far da collante in tanta desolazione, odiato (in modi differenti) dai tre figli per il suo spirito da padre/padrone, ma venerato dalla moglie.
La storia è incentrara proprio sul capofamiglia, colpito da un infarto già nelle prime pagine: la degenza all'ospedale, che fa accorrere i figli, è infatti un pretesto per mostrare le complicate dinamiche familiari degli White.
C'è Mary, madre e moglie devota, sensibile e comprensiva fino al ridicolo, fino all'assenza di spina dorsale. Se Gee voleva circondarla del dolce alone putrescente tipico dei fiori marci, allora c'è riuscita.
Poi abbiamo Shirley, la brava ragazza americana bionda e prosperosa, piena di daddy issues fino ai capelli e quasi-emarginata dalla famiglia per essersi sposata due volte con due uomini di colore. Ve l'avevo già detto che due White su cinque sono pieni di pregiudizi di qualsiasi sorta? Ora lo sapete.
Poi c'è Dirk, fascista, teppista, prototipo del loser incazzato dalla testa ai piedi e represso dal punto di vista sessuale e morale.
Infine Darren, l'unico che in qualche modo "ha sfondato", ricco, diversi matrimoni falliti alle spalle. Il tipico figliol prodigo che ricompare solo per incassare gli sguardi di disapprovazione dei fratelli e sparire nuovamente l'attimo dopo.
La sensazione straniante, tuttavia, non la dà la storia in sé, quanto il modo in cui è resa: non so se è lo stile abituale della scrittrice, perché questo è il primo libro suo che leggo, ma l'atmosfera di The White Family continua a rimandarmi ad un film di Todd Solondz - anche se in effetti io non l'ho mai visto, un film di Todd Solondz. Diciamo allora che mi rimanda ad una fiction inglese seria, una di quelle ambientate negli ospedali, con le luci cliniche e la recitazione monocorde.
Dalla prima all'ultima pagina la tensione è densa, pare attraversi la narrazione in modo trasversale e suggerisca pagina dopo pagina delle tragiche novità.
The White Family è un oggettino ben studiato e molto compreso nel suo ruolo che mette terribilmente a disagio. Non saprei se consigliarlo o no. ![]() |
| Maggie Gee, classe 1948 |
Maggie Gee, The White Family
Edizioni Spartaco, 2010
Traduzione di Giovanni Giri
Prezzo: euro 16,50


Nessun commento:
Posta un commento